Sono molti gli elementi che influenzano l’esperienza del cliente nel punto vendita: uno di questi è la Radio in Store, vale a dire la musica e i messaggi diffusi nel punto vendita. La radio in store o radio personalizzata è uno strumento di marketing dalle grandi potenzialità al servizio degli Store, ma ancora non pienamente sfruttato dalle aziende, anche se qualcosa sembra muoversi nella direzione giusta.

L’Università Bocconi ha indagato nel 2016 gli effetti della musica e della radio negli store sui diversi protagonisti coinvolti: le aziende, i consumatori e i dipendenti, e l’ha fatto analizzando settori come il Food, la Tecnologia, il Luxury Fashion, il Mass Market Fashion. Lo studio aveva evidenziato che in Italia c’era un ampio utilizzo di musica per intrattenere la clientela, ma, tranne in rari casi, pochi avevano una vera e propria strategia di marketing, cosa invece molto più diffusa in Paesi come Regno Unito, Usa e Australia.

Quali sono i punti evidenziati dalla ricerca Bocconi?

Quanto è importante per i clienti la musica nel vivere la loro esperienza di shopping? E dall’altro lato, qual è invece l’impatto della musica sui dipendenti, sulla loro motivazione e il loro lavoro? Quali sono oggi, se presenti, le scelte strategiche dei brand sulla musica? Erano queste le aree esplorate dalla Ricerca del Cermes di Bocconi, Centro di ricerca su Marketing e Servizi.

Qui sotto troviamo i punti messi in evidenza dalla ricerca, che oggi è diventata un punto di riferimento per gli esperti di Marketing esperienziale e per quei manager che vogliono sfruttare tutte le opportunità offerte dal neuromarketing.

La musica personalizzata definisce l’identità del brand

La musica in un punto vendita, che sia un supermercato, un negozio di scarpe o un bar, è parte integrante dell’offerta e non può essere solo un elemento di “arredo” passivo ma deve esprimere precisi messaggi e definire l’identità del luogo in modo tale da attirare e fidelizzare il cliente.

La playlist di un negozio deve tenere conto anche della tipologia di clienti

Non tutti i canali del commercio sono equivalenti, i consumatori sono diversi, l’attribuzione del valore della musica come sottofondo varia sensibilmente. L’elemento dinamico dell’offerta è molto rilevante per il consumatore. Questo significa che la giusta playlist ha un valore determinante. La regola è quindi: non una musica qualsiasi, ma una musica personalizzata, tagliata su misura per il punto vendita.

La musica nei punti vendita è importante anche per i dipendenti

Anche per i dipendenti la musica è un fatto di rilievo, visto che accompagna la propria giornata lavorativa e, sotto certi profili, ha un peso ancora più significativo per garantire una rilassata e tranquilla attività professionale.

La richiesta di radio personalizzate in Italia sta aumentando

Sono passati ormai 6 anni dalla ricerca dell’Università Bocconi e di passi in avanti ne sono stati fatti. Molti cominciano a comprendere quanto sia importante avere una radio personalizzata all’interno del proprio punto vendita: che diffonde musica, programmi e spot personalizzati in linea con il proprio brand e la propria categoria merceologica. Sono sempre di più, infatti, manager di insegne e catene che si rivolgono a società specializzate come RadioXStore chiedendo una radio personalizzata da mandare on air nei propri punti vendita per intrattenere e accompagnare il cliente, che sia integrata con l’immagine del punto vendita.

L’esperienza di RadioXStore

RadioXStore è una società di servizi rivolta a quei clienti che desiderano avere una radio personalizzata per i propri punti vendita. È composta da professionisti esperti di radio in store, music designer, speaker radiofonici, copywriter pubblicitari e tecnici del suono e della radio.

Ogni anno RadioXStore accompagna manager e imprenditori del commercio nel mondo della radio in store, realizzando e producendo radio personalizzate per ogni tipologia di categoria commerciale. “In questi ultimi due anni abbiamo visto una crescita della richiesta di servizi radiofonici per il commercio, quelli che ormai in gergo si chiamano Radio in Store. Arrivano da noi dopo un’esperienza autogestita, quando comprendono che il fai-da-te non è più adeguato alla struttura e al proprio investimento.” spiega Salvatore Cultrera, ad di Ciesse Company e RadioxStore.

“Il costo? È decisamente più basso di quanto i clienti si aspettano all’inizio e i ritorni possono essere infinitamente più alti, sia in termini di immagine che dal punto di vista dei ricavi. La radio personalizzata può davvero far crescere il valore dello scontrino medio anche fino al 10% e questa è un’opportunità che va sfruttata con gli strumenti e le competenze adatte” conclude.

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