Il 13 febbraio è la Giornata Mondiale della Radio o anche World Radio Day. A istituirla è stata l’Unesco nel 2012, per sancire l’importanza di questo mezzo di comunicazione per l’umanità e nell’evoluzione della società. La data non è casuale perché nello stesso giorno del 1946 nasceva la radio delle Nazioni Unite

La decisione di questa ricorrenza nasce dalla volontà di riconosce la radio come fondamentale mezzo di comunicazione perché come si legge sul sito dell’Unesco: la radio “sostiene la collaborazione internazionale tra le stazioni emittenti e incoraggia la creazione di reti e comunità per promuovere l’accesso all’informazione, la libertà di espressione e l’uguaglianza di genere sulle onde radio; inoltre evidenzia il contributo della radio al dibattito democratico attraverso l’informazione, l’intrattenimento e l’interazione con gli ascoltatori”.

Ma come e quando nasce la radio?

È una lunga storia, che parte dalla scoperta delle onde elettromagnetiche da parte del fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz (1887). Hertz con una serie di esperimenti dimostrò che dei segnali elettrici potevano essere inviati attraverso l’aria, come già predetto da James Clerk Maxwell e Michael Faraday e pose le basi per l’invenzione della radio. Per questo in suo onore, nel sistema internazionale, la frequenza è misurata in Hertz (abbreviata Hz).

Cosa sono le onde elettromagnetiche?

Si tratta di un fenomeno fisico nel quale avviene che i campi elettrico e magnetico variano di intensità nel tempo e si spostano nello spazio, trasportando così dell’energia da un punto ad un altro. Si tratta di un fenomeno con cui l’uomo ha a che fare da sempre, dato che sono onde elettromagnetiche anche la luce, il calore (la radiazione infrarossa) e la radiazione ultravioletta. A distinguerle è soltanto una grandezza, ossia il numero di oscillazioni in un secondo dei campi elettrico e magnetico dell’onda, la frequenza appunto.

L’invenzione della radio è invece legata a due nomi: l’italiano Guglielmo Marconi e il fisico russo Aleksandr Stepanovič Popov.

Sebbene vivessero in due luoghi così distanti, curiosamente nello stesso periodo cominciarono a studiare come utilizzare le onde elettromagnetiche per inviare e ricevere segnali a distanza. Il primo a costruire un ricevitore per captare le onde radio che circolano liberamente nell’aria fu Popov, tra il 1895 e il 1896.

In Italia nel 1984, il giovane Guglielmo Marconi, appena ventenne, affascinato dagli studi del tedesco Hertz e del serbo, naturalizzato americano Nikola Tesla, intuì che le onde radio potevano essere usate per comunicazioni senza fili. Lavorando nella sua tenuta di Pontecchio, riuscì a potenziare il suo apparecchio tanto da far passare i segnali da una parte all’altra di una collina. Era l’inverno del 1895. Purtroppo come spesso accadde ancora oggi i nostri talenti in patria non vengono esaltati, ma spesso ostacolati tanto Marconi fu costretto a proseguire e a terminare la sua invenzione in Inghilterra. In una forsennata corsa a due a tagliare il traguardo con appena 21 giorni d’anticipo fu proprio Marconi. Il 5 marzo 1896, anticipando proprio Popov, Guglielmo Marconi presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, con il numero di domanda 5028 e con il titolo “Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati”. Dopo diverse modifiche per perfezionare il suo apparecchio e il 12 dicembre 1901 per la prima volta una comunicazione riesce a oltrepassare l’Oceano Atlantico seguendo la curvatura della Terra.  Il messaggio – che consisteva nei tre punti della lettera S del codice Morse – partì da Poldhu, in Cornovaglia e viaggiando per più di 3000 chilometri, raggiunse l’isola canadese di Terranova dove Marconi e i suoi assistenti Kemp e Paget erano in ascolto.

E’ una grande vittoria, ma solo un punto di partenza per Marconi che con i suo esperimenti mirava ad ottenere comunicazioni transoceaniche sempre più attendibili. Nel 1907 fonda la Marconi corporation e inaugura il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l’oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l’SOS senza fili. Tra i salvataggi celebri grazie a questa tecnologia ricordiamo anche i 705 superstiti del Titanic. Le potenzialità della radio furono bene presto applicate anche in ambito militare. Durante la prima guerra mondiale gli apparecchi radiofonici si rivelarono fondamentali per comunicare tra reparti e per intercettare con più facilità i messaggi nemici.

Per Marconi il riconoscimento più importante.

Il 10 dicembre 1909 a Stoccolma Guglielmo Marconi riceve il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun inventore del cosiddetto tubo di Braun o Braunsche Röhre, che sarà alla base dei cinescopi televisivi. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recita: “A riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.