Parlare di field marketing è sempre importante per chi ha un’attività geolocalizzata, ovvero un punto vendita nel quale accogliere i clienti che devono scegliere e acquistare un prodotto.

Perché stiamo parlando di tutto ciò che ti consente di realizzare e ottimizzare l’interazione diretta con i consumatori. Lo puoi fare attraverso eventi, campagne promozionali e posizionamento dei prodotti. Tutto avviene per uno scopo: coinvolgere il pubblico e creare connessioni con il brand.

Grazie al contributo del field marketing in ogni settore, dal supermercato di quartiere alla GDO, si favorisce l’engagement e la fidelizzazione dei clienti. Ma devi anche sapere cosa promuovere e come spingere verso la promozione sul terreno di gioco. Vuoi approfondire questo tema?

Cos’è il field marketing, una definizione

Con il termine marketing on-the-field (o sul campo) intendiamo una serie di attività promozionali che permettono l’interazione diretta con il cliente. Uno degli esempi storici di field marketing è la classica vendita porta a porta, un soluzione ormai abbandonata dalla maggior parte delle attività anche se in alcuni casi (tipo la vendita immobiliare o nel settore energetico) esiste ancora.

Oggi il concetto di marketing sul campo si sposta nel luogo della vendita e sposa la metodologia inbound: è il cliente che ti trova e sceglie un rivenditore. All’interno di uno spazio curato in ogni dettaglio, magari accompagnato dalla giusta radio in store, si attivano le strategie di field marketing. Che possono adattarsi a supermercati, rivenditori, luoghi pubblici e temporary store.

Perché funziona ancora il field marketing?

Anche se è una delle tecniche di vendita storiche, il marketing sul campo è ancora molto utilizzato dalla promozione offline. Il motivo è semplice: si è passati da una condizione di “assalto” indiscriminato del potenziale cliente (tipo sparare nel mucchio, a caso) allo studio di un aggancio in grado di catturare l’attenzione dell’audience senza interrompere il suo percorso.

Field marketing can be differentiated from all other direct marketing activities because it is face-to-face personal contact direct marketing. Field marketing includes highly targeted direct selling promotions, merchandising, auditing, sampling and demonstration, experiential marketing, organizing roadshows, events, and mystery shopping.

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Detto in altre parole, il field marketing diventa un ulteriore touchpoint del brand che evidenzia la sua presenza. E – all’interno di un ambiente che può essere più i meno contestualizzato come il supermercato o la pubblica piazza – accorcia le distanze tra cliente e prodotto/servizio.

Quali sono gli obiettivi del marketing sul campo?

Questo tipo di attività può essere declinata attraverso obiettivi differenti. In primo luogo si punta verso quella che è la vendita diretta. Ovvero, si cerca di aumentare il numero di clienti che mettono il prodotto nel carrello o scelgono il servizio. Ma questa è una metrica troppo generica. Abbiamo:

  • Brand awareness: devo aumentare la consapevolezza della marca a un pubblico che magari conosce il mio ma ancora non lo associa a determinati beni o attività.
  • Lead generation: in alcuni casi, il field marketing non punta alla vendita ma a ottenere dei contatti per fare in modo che il funnel si inneschi e prosegua al meglio.
  • Penetrazione nel mercato: nessuno mi conosce e ho bisogno di iniziare da qualche parte. Ad esempio, scendo sul campo e intercetto il pubblico che potrebbe interessarmi.

Poi, il field marketer – la figura specializzata in questo settore – deve studiare e personalizzare ogni passaggio. In primo luogo studiando il target di riferimento. Poi avviando la migliore strategia considerando anche quali potrebbero essere i migliori risultati da ottenere in un contesto.

Cosa fare in una campagna di field marketing?

Come anticipato, dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere. Un esempio comune è quello dell’addetto presente nel luogo di passaggio del potenziale cliente che può:

  • Proporre un campione prova da regalare.
  • Mostrare la presenza di un nuovo prodotto.
  • Spiegare i vantaggi di un prodotto o servizio.
  • Dimostrare come si usa ciò che si vuole vendere.

La prova sul campo è una delle tecniche per fare marketing on-the-field. Se, ad esempio, voglio vendere un oggetto per la cucina posso essere presente e dimostrare il suo utilizzo. Se invece ho bisogno di vendere un nuovo prodotto lo regalo a chi è interessato alle sue funzioni.

Spesso le dinamiche del field marketing diventano fondamentali nei contesti in cui gli acquirenti sono molto abitudinari e devono essere convinti per tentare di intaccare questa solidità.

Questi lavori si accompagnano anche ad attività di viral e guerrilla marketing. Un esempio concreto: quello della RedBull che regala mini lattine di bevanda girando per la città con un furgone sormontato da un modello gigante. Tipo quello che vedi in quest’immagine (fonte Unsplash).

Field marketing
Field marketing e RedBull.

Altro caso concreto di field e guerrilla marketing che si fondono: la presenza degli stand di prodotti specifici in relazione a determinati periodi dell’anno (tipo Baci Perugina e San Valentino).

Da leggere: tutorial per fidelizzare i clienti

Il ruolo della radio in store per fare marketing

Come puoi facilmente intuire, il successo di una campagna di field marketing dipende da diversi fattori. Tra questi troviamo tutto ciò che riguarda il contesto in cui si trova la postazione che si occupa del lavoro strategico. In questo caso è giusto prendere in considerazione la centralità dell’ottimizzazione di un buon lavoro in termini di accoglienza e cura del cliente. Anche con il giusto intrattenimento musicale e informativo che puoi creare con una radio in store.

Grazie a servizi come quello che offriamo ai nostri clienti – basati su personalizzazione del palinsesto e jingle pubblicitari ma anche musica royalty free – puoi accogliere e intrattenere il pubblico durante le attività di field marketing in negozi, supermercati, fiere e GDO.

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